“Il via libera del Parlamento europeo al regolamento per il contrasto alle pratiche sleali, fortemente voluto e sostenuto dal Governo italiano, rappresenta un’ottima notizia per l’Italia e per l’Europa. Le nostre proposte sono state pienamente recepite grazie all’impegno degli Uffici del Ministero e dell’ICQRF, che hanno partecipato attivamente ai negoziati con le istituzioni europee. È un risultato che permette di proteggere le nostre eccellenze dando i mezzi per intervenire con maggiore efficacia a difesa dei produttori della filiera agroalimentare dalle pratiche sleali, anche oltre i confini nazionali, garantendo condizioni di equità nella concorrenza e nella sicurezza dei cittadini e il giusto reddito dei nostri agricoltori. É bello vedere l’Italia e l’agricoltura protagoniste in Europa”.
Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commentando il voto del Parlamento europeo che il 12 febbraio ha approvato, con un’ampissima maggioranza (555 voti a favore, 0 contrari e 26 astensioni), il nuovo regolamento per contrastare le pratiche commerciali sleali nei rapporti transfrontalieri della filiera agroalimentare.
Viene introdotta la possibilità per le autorità nazionali di agire d’ufficio contro le pratiche sleali transfrontaliere, estendendo la tutela anche ai casi che coinvolgono acquirenti con sede fuori dall’UE. Sarà quindi possibile intervenire con maggiore tempestività ed efficacia anche nei confronti di acquirenti stabiliti in altri Stati membri o in Paesi terzi.
L’Italia continuerà a promuovere una rapida attuazione delle nuove norme, confermando il proprio impegno per una filiera equa e trasparente. Il testo sarà ora sottoposto all’approvazione formale del Consiglio dell’UE. Una volta pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore dopo 18 mesi, tempo utile per l’adeguamento delle normative nazionali.
Il nuovo regolamento si fonda sulla precedente Direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento Europeo e del Consiglio, recepita negli anni precedenti, in Italia tramite il D.Lgs. 198/2021. Tale normativa aveva già individuato un elenco di pratiche commerciali sleali vietate nei rapporti tra imprese della filiera alimentare.
Qui i punti chiave del voto favorevole:
Cooperazione Rafforzata tra le Autorità
Il Regolamento prevede una cooperazione più stretta tra le autorità di contrasto nazionali incaricate dell’applicazione della Direttiva (UE) 2019/633, con l’obiettivo di contrastare in modo più efficace le pratiche sleali che oltrepassano i confini nazionali.
Contrasto alle PCS nei Rapporti B2B
L’obiettivo principale è vietare le pratiche contrarie alla diligenza professionale e idonee a influenzare in modo scorretto il comportamento di acquisto. Tra queste rientrano i pagamenti in ritardo per i prodotti deperibili, le cancellazioni degli ordini all’ultimo minuto, le modifiche unilaterali dei contratti e il trasferimento dei costi logistici sugli agricoltori.
Subappalti e Filiera
Sono state introdotte misure specifiche per monitorare e contrastare le pratiche sleali lungo l’intera catena di approvvigionamento, includendo anche le fasi di subappalto.
Obiettivo della “Svolta Storica”
Il voto è stato definito una svolta storica, finalizzata a garantire un reddito più equo agli agricoltori e a proteggerli da un potere contrattuale sbilanciato a favore dei grandi acquirenti.