Chi incontra Walter Lodali per la prima volta rimane colpito da un dettaglio semplice ma rilevante: il suo sorriso aperto che immagino lo accompagni anche mentre attraversa i suoi vigneti sparsi tra Treiso, Roddi e Pocapaglia, nel cuore delle Langhe. Siamo nella zona patrimonio Unesco, dove ogni collina ha una storia, ogni vigneto un carattere, ogni vino una voce. Ed il suo è un nome che per chi ama il vino – e in particolare quello piemontese – è sinonimo di eleganza, rispetto del territorio e tradizione familiare.

Nel 1939, nonno Giovanni apre un’osteria e inizia a vendere il vino prodotto. È uno dei primi a vinificare nella zona. Il figlio Lorenzo amplia la visione: il suo primo Barbaresco risale al 1958, il Barolo al 1961. Ma è Rita, sua moglie, che si trova a guidare l’azienda dopo la prematura scomparsa del marito, ad imprimere la svolta qualitativa: meno quantità, più attenzione, selezione rigorosa delle uve.
Walter cresce dentro questa storia, con rispetto, ma anche con uno sguardo nuovo. Dopo il diploma alla scuola enologica, porta avanti un’idea precisa di vino: elegante, essenziale, rispettoso del vitigno e del luogo. «Ho cercato di spogliare il nebbiolo da tutto ciò che non serviva». E lo ha fatto sia in vigna che in cantina.
La filosofia è chiara: sottrarre, non aggiungere. Per questo ha eliminato l’uso della barrique per il nebbiolo, preferendo le grandi botti di rovere austriaco capaci di affinare senza coprire. Ha scelto il cemento per la fermentazione dei rossi e ha realizzato una nuova cantina ipogea a 4 metri di profondità, con pareti in tufo naturale che assicurano condizioni ideali per l’invecchiamento.

Oggi Walter è solo alla guida dell’azienda. Produce i grandi rossi delle Langhe – Barolo, Barbaresco, Barbera e Dolcetto – accanto a bianchi in purezza, Chardonnay, Arneis, Roero Arneis e Moscato, che fermentano e affinano solo in acciaio.
Il terroir di Treiso: un paesaggio da bere
Treiso è uno dei quattro comuni del Barbaresco DOCG, zona d’eccellenza per la coltivazione del Nebbiolo. Un territorio che si distingue per le marne calcaree e le esposizioni collinari ideali, dove ogni vigna ha un microclima proprio, ogni parcella una voce distinta. È proprio da questa complessità che nasce la ricchezza dei vini locali.

L’azienda lavora attualmente su circa 18 ettari di vigneto, coltivato prevalentemente a Nebbiolo, ma anche a Barbera e Dolcetto, con attenzione crescente verso le pratiche sostenibili e il rispetto della biodiversità. Negli anni Walter ha acquisito nuovi appezzamenti in cru prestigiosi (Menzioni Geografiche Aggiuntive), come Bricco Ambrogio a Roddi per il Barolo e Rocche Massalupo, Giacone e Bricco di Treiso per il Barbaresco. La diversità dei suoli – da marne calcaree a sabbie tufacee – e le esposizioni perfette conferiscono ai vini una precisa identità territoriale.
Tra i vigneti storici spicca quello del 1964 situato nei pressi delle Rocche dei Sette Fratelli, suggestiva frattura geologica circondata da leggende locali e colline di vigne e noccioleti. Qui, la viticoltura diventa narrazione di fatica e di epoche diverse.

La collezione “Lorens”, dedicata al padre Lorenzo, rappresenta il vertice qualitativo della produzione. Dal 2005 solo le uve migliori, selezionate per grappolo nei vigneti con la miglior esposizione, diventano Barolo o Barbaresco. Due interpretazioni del nebbiolo che dimostrano quanto pochi chilometri, su queste colline, bastino a fare la differenza.
«Qui il vino ce l’hanno tutti», diceva papà Lorenzo «e tutti se ne intendono. Se non fai bene, vanno a comprare altrove.» Una frase semplice, ma che racchiude l’etica del lavoro di Walter Lodali: scegliere, ogni giorno, la qualità. Con un sorriso.
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Qui di seguito i vini degustati:
???? **Langhe DOC Chardonnay 2023 – solo 5600 bottiglie
- Profilo: delicato e persistente, note di fiori bianchi, mela verde, limone e albicocca. Sapido, dall’acidità vibrante, corpo medio pieno e finale lungo.
- Tecnica: fermentazione e affinamento in acciaio e 2 mesi in bottiglia, nessuna malolattica
???? * Dolcetto d’Alba 2024 – circa 10.000 bottiglie
- Profilo: frutto croccante, (ciliegia, lampone); pieno e armonico, morbido, fresco e scorrevole. Bassa gradazione, una volta era il vino da colazione.
- Tecnica: affinamento in acciaio
???? **Nebbiolo d’Alba 2023
- Profilo: bouquet persistente e fruttato di ciliegia e prugna mature; armonico, fresco e complesso; tannini delicati e buona struttura
- Tecnica: affinamento in cemento non vetrificato e bottiglia
???? ***Barolo “Lorens” Bricco Ambrogio 2021
- Vigneto: MGABricco Ambrogio a Roddi
- Profilo: frutto rosso intenso, tannini presenti ma fini. Struttura, complessità, eleganza.
- Tecnica: lunga macerazione, affinamento in grandi botti di rovere austriaco – stile autentico, territoriale

???? ***Barbaresco “Lorens” Giacone 2022
- Vigneto: Giacone, MGA per Barbaresco, cru su marne tufacee
- Profilo: elegante, fruttato (amarena, prugna e rosa), tannini setosi, di lunga persistenza.
- Tecnica: affinamento in botti di rovere austriaco e un anno di bottiglia – stile coerente con la linea Lodali
Esperienze enoturistiche: tra vino, colline e accoglienza
Walter Lodali non è solo un produttore di vino: è un testimone attivo di un paesaggio culturale unico, che unisce lavoro agricolo e arte del vivere. La sua cantina è un ponte tra fatica contadina e ambizione enologica. Un luogo dove ogni sorso racconta una storia di famiglia e di terra perché in Langa la viticoltura non è solo un mestiere, ma una cultura condivisa.
Chi cerca un’esperienza autentica, lontana dai riflettori del turismo di massa ma vicina al cuore del Piemonte, troverà in Treiso e nell’Azienda Lodali una meta incantevole. Perché, come si dice da quelle parti, “il vino buono si fa con l’uva, ma anche con l’anima”.
La cantina Lodali è aperta agli enoturisti con degustazioni guidate e tour tra i filari che permettono di comprendere cosa significhi “fare vino” in Langa. Il tutto incorniciato da viste mozzafiato, che in autunno si tingono di rosso e oro.

Nei dintorni, la visita può proseguire ad Alba, capitale del tartufo bianco, o nei castelli di Barbaresco e Neive. Per chi ama camminare, i sentieri che attraversano i vigneti portano a panorami da cartolina, mentre le trattorie del paese offrono piatti della tradizione come tajarin, brasati e bunet.
Vi suggeriamo un breve itinerario che chiameremo Tra vigne e leggende: un giorno con Lodali nelle Langhe che ruota attorno alla cantina Lodali ma abbraccia il territorio con uno sguardo lento e sensibile.
Mattina – Passeggiata nei vigneti di Treiso
Inizia la giornata con una camminata tra le vigne della tenuta, accompagnato da una guida o da Walter stesso, se sei fortunato. Il percorso tocca cru come Bricco di Treiso e Rocche Massalupo, con vista spettacolare sulle colline vitate. Non perdere l’occasione di visitare le Rocche dei Sette Fratelli, formazione geologica affascinante e leggendaria.
Mezzogiorno – Degustazione in cantina
Rientro alla cantina Lodali, dove potrai visitare la barricaia scavata nel tufo e assaggiare le etichette principali. Il percorso di degustazione può includere Barbaresco Rocche dei Sette Fratelli, Barolo Bricco Ambrogio e i bianchi in acciaio. La visita è sempre arricchita da racconti familiari e scelte tecniche, con possibilità di acquistare direttamente in loco.
Pomeriggio – Pranzo in osteria e visita a Neive
Poco distante si trova il borgo di Neive, uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Fermati in una delle osterie tradizionali per un pranzo tipico (tajarin al ragù, vitello tonnato, formaggi locali) abbinato ai vini Lodali, che spesso riforniscono i migliori ristoranti della zona.
Tardo pomeriggio – Sosta panoramica a Barbaresco
Concludi la giornata con una breve visita al paese di Barbaresco: sali alla torre panoramica e ammira il paesaggio da cui nascono alcuni dei più grandi vini del mondo.
Consiglio per la notte: scegli un agriturismo tra Treiso e Alba, possibilmente con vista sui vigneti. Alcune strutture collaborano con la famiglia Lodali e offrono esperienze enogastronomiche dedicate.