Roma torna a essere la capitale delle bollicine italiane con SparkleDay 2025, l’evento che accompagna l’uscita della storica guida di Cucina & Vini dedicata ai migliori spumanti secchi del Paese. Una manifestazione che ogni anno fotografa lo stato dell’arte del comparto sparkling, valorizzando le eccellenze produttive e offrendo una visione aggiornata delle tendenze di mercato.
Una guida sempre più internazionale: arriva “150 Best Sparkles”

Durante la presentazione dell’edizione 2026 presso il Westin Excelsior della Capitale, il direttore della rivista Cucina & Vini, Francesco D’Agostino, ha annunciato una novità nel sitoweb destinata a rafforzare ulteriormente la presenza internazionale del progetto Sparkle: una sezione in lingua inglese, denominata 150 Best Sparkles, che raccoglierà le etichette che nella guida raggiungeranno punteggi compresi tra 88 e 100 punti, equivalenti alle prestigiose 5 sfere. Un contenitore digitale pensato per rendere le migliori bollicine italiane facilmente consultabili da buyers, professionisti e appassionati di tutto il mondo, contribuendo a consolidare l’immagine internazionale del settore spumantistico nazionale.
Export italiano: un settore che continua a correre

Il contesto in cui nasce Sparkle 2026 è particolarmente favorevole. Ad agosto 2025 il valore dell’export vinicolo italiano è stato ancora in crescita rispetto al 2024, confermando la solidità del comparto. Nel complesso, da gennaio ad agosto l’Italia ha esportato poco meno di un miliardo e mezzo di euro in vini spumanti apprestandosi, negli ultimi quattro mesi dell’anno in periodo di festività, a puntare al record di esportazioni, superando la soglia dei due miliardi e duecento milioni. Un dato che ribadisce quanto la categoria sparkling sia oggi uno dei motori strategici dell’intero settore, capace di trainare l’immagine del vino italiano sui principali mercati internazionali.
La nota dolente: il caso dell’Asti Spumante DOCG

In un quadro generale decisamente positivo, spicca purtroppo un’eccezione: l’Asti Spumante DOCG. Da dati Icqrf, rielaborati da Cucina&Vini, la denominazione, tra le più note della tradizione italiana, ha registrato un calo produttivo del -10,53%, unico segmento del comparto a segnare una flessione così significativa (difatti il Consorzio ha ridotto le rese per l’ultima vendemmia ed imposto lo stoccaggio obbligatorio di una parte della produzione. Dopo il 31 marzo 2026, valuterà se svincolare – anche parzialmente – i volumi o prolungare le misure). Un arretramento attribuito ad una promozione e comunicazione non adeguate, che hanno penalizzato un prodotto dalle potenzialità ancora enormi. Un vero peccato, soprattutto alla luce della crescita delle altre tipologie di bollicine tricolori.
Sparkle 2026: una vetrina per capire il futuro delle bollicine
Non è solo una celebrazione della qualità, ma anche un osservatorio privilegiato sul futuro del settore. Da un lato, l’Italia continua a esportare sempre più vini spumanti, confermandone l’attrattività globale; dall’altro, emerge chiaramente quanto siano decisive scelte di comunicazione e posizionamento per mantenere alto il valore delle denominazioni storiche.
Sparkle rafforza quindi il proprio ruolo di ambasciatore delle bollicine italiane nel mondo: un passo importante per sostenere un comparto dinamico, competitivo e sempre più riconosciuto come eccellenza internazionale.