E’ stato annunciato ieri lo sviluppo di una ricerca specifica nella produzione del vino da Nero d’Avola.
La conferenza stampa di presentazione del progetto denominato InnoNDA si è svolta a Palermo con la partecipazione di Assovini Sicilia, capofila del progetto, l’Università degli Studi di Milano, l’IRVO, i laboratori ISVEA e le aziende vitivinicole Dimore di Giurfo (CT), Feudi del Pisciotto (CL), Tenute Lombardo (CL), Tenuta Rapitalà (PA), nonché alcuni tecnici e professionisti di settore, tra cui l’enologo Leonardo La Corte come intermediario dell’innovazione.
Nato in risposta alle esigenze di una fascia sempre più ampia di consumatori, questo progetto, avviato lo scorso aprile, mira all’individuazione di tecniche agronomiche ed enologiche che permettano una produzione sostenibile di vini con una minore gradazione alcolica, mantenendo al contempo aromi e gusto tipici della varietà Nero d’Avola, il più noto tra i vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa. E ciò anche mediante l’impiego di anfore di terracotta per la macerazione e l’affinamento ed un occhio alle diversità dello stesso vitigno esistenti sul territorio siciliano.
“I cambiamenti climatici e le legittime attese dei consumatori e delle autorità, stimolano le aziende di Assovini Sicilia ad approfondire le tecniche agronomiche e di produzione vinicola – dichiara Lilly Fazio, vicepresidente di Assovini Sicilia – in particolare del Nero d’Avola, il vitigno a bacca rossa più diffuso dell’isola. Questo studio innovativo compiuto in partnership con l’Università di Milano, e sostenuto grazie all’indispensabile aiuto dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, permette di comprendere il mondo, migliorare la qualità della vita, la sostenibilità produttiva e affrontare le sfide globali. Investire nella scienza significa credere nelle soluzioni che ancora non conosciamo, promuovendo una società più preparata per le generazioni a venire. Ringraziamo per il sostegno anche IRVO, Isvea e le nostre quattro aziende, Tenuta Rapitalà, Dimore di Giuro, Feudi Del Pisciotto e Tenute Lombardo”.
Secondo la Prof. Daniela Fracassetti, dell’Università di Milano e responsabile scientifico del progetto “il progetto InnoNDA intende apportare innovazione mediante approcci e strategie di vinificazione non applicate in precedenza per il Nero d’Avola, fornendo evidenze scientifiche atte a supportare i produttori per la crescita più consapevole del settore vitivinicolo”. “Il laboratorio ISVEA, coinvolto in numerosi progetti nazionali e internazionali come laboratorio accreditato – aggiunge l’enologo Leonardo La Corte – ha sposato con grande interesse un progetto sulla riduzione del grado alcolico e sulla diversificazione della produzione per dare una nuova identità ad un vitigno simbolo del Made in Sicily in tutto il mondo”.