Ci sono progetti che nascono da una strategia imprenditoriale e altri che prendono forma da un’intuizione profonda per interpretare al meglio il territorio. Moncalisse riesce a rappresentare bene entrambe queste anime. La nuova realtà spumantistica fondata da Julia e Karoline Walch, esponenti della storica famiglia altoatesina Elena Walch, rappresenta uno dei progetti più interessanti e ambiziosi del panorama Trentodoc contemporaneo.
La tenuta si trova a Seregnano di Civezzano, sulle pendici del Monte Calisio, a nord-est di Trento, in una posizione privilegiata compresa tra i 550 e i 600 metri di altitudine. Da qui lo sguardo spazia sull’ingresso della Valsugana, in un anfiteatro naturale che ha conquistato le due sorelle Walch nel 2016, anno in cui ebbe inizio l’avventura.
Il nome Moncalisse deriva dal Monte Calisio, storicamente noto anche come Monte Argentario per le antiche miniere d’argento che per secoli hanno contribuito alla prosperità della città di Trento. Una denominazione che lega profondamente il progetto alla storia e all’identità del luogo.

Il patrimonio vitato di Moncalisse si estende su 12 ettari a corpo unico. Dal momento dell’acquisizione, l’intera superficie è stata oggetto di un importante intervento di rinnovamento: nel 2016 tutti i vigneti sono stati reimpiantati a chardonnay e pinot nero, varietà elettive per la produzione del Metodo Classico, ad eccezione della preziosa parcella storica di un ettaro che costituisce oggi il cuore della tenuta.
Questo vigneto storico, allevato a pergola e composto da vecchie viti di chardonnay con oltre 50 anni, è stato preservato integralmente per il suo straordinario valore agronomico ed enologico. Le profonde radici delle piante consentono infatti di esplorare gli strati più complessi del terreno, garantendo una continuità espressiva rara e una naturale resilienza agli stress climatici.
La gestione agronomica è affidata all’agronomo Michael Dezini e segue rigorosi principi di sostenibilità: inerbimento permanente, compost autoprodotto, assenza di erbicidi e fertilizzanti di sintesi, monitoraggio climatico e gestione razionale delle risorse idriche.
Il Monte Calisio rappresenta uno dei terroir più affascinanti e geologicamente complessi del Trentino. Qui convivono rocce sedimentarie calcaree, filladi metamorfiche e inclusioni quarzifere che conferiscono ai vini una spiccata impronta minerale, donando tensione, freschezza e sapidità.


Il microclima alpino, caratterizzato da importanti escursioni termiche tra giorno e notte, costante ventilazione ed esposizioni particolarmente favorevoli, permette maturazioni lente e complete, preservando l’acidità naturale delle uve e favorendo la formazione di profili aromatici eleganti e longevi.
Inaugurata da pochi mesi dopo un investimento di circa 8 milioni di euro, la nuova cantina Moncalisse rappresenta uno dei più interessanti esempi di architettura del vino italiana contemporanea. Firmata dagli architetti David Stuflesser e Nadia Moroder, la struttura emerge dal paesaggio come una scultura bianca dalle forme sinuose che richiama le colline, i muretti a secco e le antiche incisioni rupestri presenti tra i vigneti.

La parte produttiva è quasi interamente interrata e sfrutta la temperatura naturale del sottosuolo, costante intorno ai 13 °C, creando una cantina ipogea ideale per i lunghi affinamenti del Metodo Classico. La vinificazione avviene esclusivamente per gravità, tecnica che consente di preservare integrità e finezza delle uve.
La direzione enologica è affidata a Stefano Bolognani, uno dei più apprezzati specialisti del Metodo Classico trentino. Il progetto si è inoltre avvalso dei suggerimenti di Odilon de Varine, autorevole chef de cave di importanti maison della Champagne, coinvolto come consulente esterno per offrire una visione internazionale e un confronto con una delle più importanti tradizioni spumantistiche mondiali. La filosofia produttiva è chiara: esclusivamente Trentodoc Riserva, ottenuti da Chardonnay e Pinot Nero, con affinamenti particolarmente lunghi compresi tra 56 e 80 mesi sui lieviti.
Ad oggi sono commercializzati due prodotti 100% Chardonnay, in attesa di futuri progetti già in programma:
Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 Trentodoc Sboccatura Gennaio 2025 – E’ il vino simbolo di Moncalisse e nasce esclusivamente dall’antica parcella di un ettaro coltivata a chardonnay. Le uve vengono raccolte manualmente, la vinificazione prevede l’80% della fermentazione in acciaio e il 20% in barrique usate di rovere francese, seguita da fermentazione malolattica. Il vino riposa poi per ben 80 mesi sui lieviti. Il 2017 è stato un millesimo particolarmente favorevole per gli spumanti di alta quota. Dopo una prima parte di stagione calda, il finale più fresco dell’estate ha consentito un perfetto equilibrio tra maturità aromatica e acidità. Nel calice si presenta con un luminoso colore dorato brillante e un perlage finissimo. Il bouquet è ampio e stratificato: sentori d’acacia, biancospino e rosa si intrecciano a frutta matura, albicocca e delicati richiami agrumati di cedro. Si apre su note di erbe aromatiche e accenni balsamici. Lungo affinamento e maturità evolutiva regalano raffinati sentori di nocciola tostata, speziature, miele e pasticceria fine. Al palato colpisce per verticalità, energia e precisione. L’effervescenza è cremosa ma estremamente elegante, la struttura importante viene sostenuta da una vibrante tensione minerale. Il finale è lungo, sapido, persistente, con ritorni agrumati e richiami alla frutta secca.
Prezzo indicativo in cantina: 76 euro.

Moncalisse Millesimato Extra Brut Riserva 2019 Trentodoc Sboccatura Gennaio 2025 – 100% Chardonnay. La vinificazione segue la medesima filosofia, 80% acciaio e 20% barrique usate, con successivo affinamento di 56 mesi sui lieviti. Il 2019 è stato caratterizzato da una maturazione lenta e progressiva. Le temperature fresche della primavera e dell’inizio estate hanno favorito la conservazione dell’acidità, mentre il bel tempo autunnale ha consentito una vendemmia tardiva e perfettamente equilibrata. Il colore è giallo paglierino luminoso. Il profilo aromatico si apre su fresche note floreali di sambuco e acacia, mela verde, pera Williams, pesca bianca, arricchite da accenni tropicali freschi e agrumati. In bocca il perlage è fine e cremoso, la freschezza è vibrante e accompagna un sorso dinamico, sostenuto da una piacevole sapidità minerale. L’equilibrio tra struttura e tensione gustativa conferisce grande bevibilità e prospettive di evoluzione. La chiusura è lunga e caratterizzata da una raffinata impronta minerale.
Prezzo indicativo in cantina: 43 euro.

Moncalisse non è soltanto una cantina, ma un progetto di accoglienza pensato per valorizzare il territorio attraverso l’esperienza. La struttura ospita un elegante bistrot-enoteca affacciato su una terrazza panoramica in porfido levigato, dalla quale si gode una vista aperta sui vigneti e sul paesaggio collinare circostante. Qui è possibile degustare le etichette della casa accompagnate da piccoli piatti e proposte gastronomiche studiate per esaltare le caratteristiche dei Trentodoc aziendali. Il bistrot è aperto dal giovedì al martedì dalle 11.30 alle 19.00, mentre le visite alla cantina e ai vigneti vengono organizzate su prenotazione.
Per completare la conoscenza di questo particolare angolo del Trentino non può mancare una tappa al vicino “Ecomuseo dell’Argentario” che non è un museo tradizionale con sale espositive, ma un museo diffuso sul territorio del Monte Calisio. Permette ai visitatori di scoprire storia, geologia, archeologia, natura e tradizioni locali direttamente nei luoghi in cui queste si sono sviluppate. Un museo a cielo aperto che racconta l’anima del Monte Calisio, attraverso sentieri tematici, antiche miniere d’argento, cave storiche, siti archeologici e percorsi naturalistici, il visitatore scopre il paesaggio che ha modellato nei secoli l’identità dell’Argentario e che oggi costituisce il contesto naturale dei vigneti di Moncalisse. Per gli amanti della storia e dell’escursione, la Cima Monte Calisio (1.096 m) è una vetta panoramica facilmente raggiungibile sia a piedi che in mountain bike. Dalla cima si gode di una meravigliosa vista che spazia su Trento, la Valsugana e Pergine. L’area è disseminata di trincee, bunker e strade militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale.


In località Santa Colomba inoltre, troviamo il delizioso laghetto alpino circondato da boschi di pino silvestre. Le sue acque presentano un colore verde intenso e sono popolate da una ricca fauna lacustre. È il punto di partenza perfetto per tranquille passeggiate ad anello adatte a tutti, e rappresenta una delle principali attrazioni naturalistiche della zona. Vicino al lago si trova il biotopo protetto “Le Grave”.
Infine Civezzano stessa, ricca di storia: gli insediamenti dell’epoca romana ebbero un ruolo strategico lungo la Via Claudia Augusta Altinate, ma anche in epoche successive, nel principato vescovile, in particolare durante gli anni del Concilio di Trento. Le testimonianze più antiche risalgono tuttavia al Mesolitico e furono lasciate dai gruppi di cacciatori-raccoglitori che attraversavano la zona, da scoprire lungo l’itinerario denominato Mesotrekking.