Tra le rive del Lago di Garda si produce uno dei bianchi italiani più apprezzati, il Lugana DOC, un vino oggi simbolo di un’intera cultura del vino e del turismo esperienziale.
Un vino tra Veneto e Lombardia, ma con il cuore sul Garda
Sebbene una parte della denominazione ricada in Veneto e storicamente l’area fosse legata alla provincia di Verona, il Lugana è nei fatti espressione della viticoltura lombarda. Ma più che a una regione, questo vino è legato al suo vero protagonista, il Lago di Garda, di origine morenica, dove insieme al Bardolino rappresenta l’anima enologica di questo territorio per notorietà e qualità, grazie al microclima ideale alla viticoltura regalato dalle brezze costanti del Peler e dell’Ora.
Un vino storico ma sempre attuale
Il Lugana è stato il primo vino della Lombardia a ottenere la DOC, nel 1967. Da allora, la crescita è stata costante: dai circa 400 ettari di vigneto del 1988 si è arrivati agli attuali 2.600 ettari, con una forte espansione nella fascia sud-occidentale della denominazione, tra Centenaro e Pozzolengo.
Alla base di tutto c’è un vitigno unico: la Turbiana, sempre più utilizzata in purezza per esaltarne il profilo identitario. Il risultato? Vini dai profumi agrumati e freschi, con decise note di mandorla, grande sapidità (a volte decisa salinità) e una versatilità sorprendente in cucina. Perfetti con pesce di lago, cruditè di mare e primi piatti.

Le tipologie di Lugana DOC
- Lugana base
- Lugana Superiore (affinamento minimo 12 mesi)
- Lugana Riserva (affinamento minimo 24 mesi)
- Lugana Spumante (metodo Charmat o Classico)
- Lugana Vendemmia Tardiva (prodotto di nicchia)
Belle espressioni arrivano dai terreni argillosi della fascia nord, capaci di esaltare il lato salino del vino. Le zone collinari offrono invece vini più lineari, ma il fattore chiave resta sempre l’età delle vigne.
Nelle degustazioni a Roma presso il Palazzo Brancaccio, in occasione dell’appuntamento “Armonie senza tempo” condotto dalla brava collega Barbara Politi, abbiamo trovato maggiore soddisfazione nelle Riserve, a riprova del “sospetto” che il vitigno sia decisamente in grado di sostenere bene più anni di affinamento.





Dove nasce il Lugana: i comuni della denominazione
- Desenzano del Garda (il più vitato)
- Pozzolengo
- Peschiera del Garda
- Lonato del Garda
- Sirmione
Sono questi i cinque comuni di produzione, luoghi non solo vocati alla viticoltura, ma anche mete turistiche d’eccellenza dove il vino si intreccia con cultura, benessere e natura.
Oltre il vino: un territorio da vivere
Oggi il Lugana è protagonista di un’offerta turistica completa e sempre più orientata all’esperienzialità. Dalle degustazioni tra i filari alle passeggiate lungo i sentieri del progetto “Lugana On Foot”, fino ai percorsi ciclabili guidati, ogni visita è un viaggio tra gusto e bellezza.
Sempre più cantine offrono picnic con prodotti a km 0, corsi di cucina locale, lezioni di yoga in vigna, trattamenti di vinoterapia, meditazione e musica dal vivo. Tutto accompagnato da un buon calice di Lugana, ovviamente.
Il Consorzio e il futuro della denominazione
Con 215 produttori associati e oltre 28 milioni di bottiglie all’anno, il Consorzio Lugana DOC è il motore economico di un territorio che attrae ogni anno più di 25 milioni di turisti.

Ha affermato Fabio Zenato, presidente del Consorzio Lugana Doc:
“Portare il Lugana a Roma, nella cornice suggestiva di Palazzo Brancaccio, indica molto più che presentare un vino: significa raccontare un territorio che ha saputo fare della qualità, della sostenibilità e dell’accoglienza i suoi valori fondanti. L’evento a Roma ‘Armonie senza tempo’ è un invito a scoprire non solo la bellezza del Garda e la ricchezza della nostra denominazione, ma anche un modo di vivere che mette al centro il tempo, l’incontro e il benessere. Il Lugana è questo: un ponte tra luoghi, persone e storie.”

“Le persone dietro la struttura del Consorzio, cioè i produttori, sono quelli che davvero fanno grande il territorio del Lugana. Sono le ore passate in vigna il pilastro fondante di tutto. Da noi la sostenibilità è stata un processo naturale: in poco più di due anni, due terzi dei produttori hanno ottenuto la relativa certificazione ambientale del Ministero, segno di una coscienza collettiva e concreta.” ha infine aggiunto il direttore del Consorzio, Edoardo Peduto.
Il Lugana DOC non è dunque solo un vino: è un racconto da bere, un’esperienza da vivere e un territorio da scoprire.