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Punta Helbronner, 3466 metri sul livello del mare. È qui, sul tetto d’Italia, che il Lambrusco ha celebrato il suo giorno speciale: il World Lambrusco Day. Un brindisi letteralmente ad alta quota per circa ottanta tra produttori e giornalisti, che il 21 giugno – giorno del solstizio d’estate – si sono ritrovati alla stazione panoramica dello Skyway Monte Bianco, simbolo di avvicinamento tra uomo e natura, tra terra e cielo dove lo sguardo si perde in panorami ineguagliabili con la sensazione di poter allargare gli orizzonti e superare ogni confine.

Punta Helbronner, Skyway Monte Bianco

L’evento clou ha visto i calici alzarsi accanto a una forma di Parmigiano Reggiano DOP appositamente aperta per l’occasione, sulla quale era inciso il nome della prossima destinazione del WLD 2026: New York. A chiudere la giornata, una cena d’autore firmata a quattro mani dagli chef stellati Heinz Beck (La Pergola, Roma) e Paolo Griffa (Caffè Nazionale, Aosta), all’interno del Ristorante Alpino dello Skyway.

Un’esperienza immersiva tra vino, territorio e pensiero

Ma il World Lambrusco Day 2025 non è stato solo spettacolo e brindisi: l’intera esperienza si è sviluppata a partire dal 20 giugno con una cena inaugurale al ristorante Pierre Alexis 1877 di Courmayeur. Una serata all’insegna della sinergia territoriale, in collaborazione con il Consorzio Vini Valle D’Aosta e il Consorzio Fontina DOP, in cui cinque produttori valdostani hanno raccontato i propri vini in abbinamento ai piatti proposti.

ristorante Pierre Alexis 1877, Courmayeur

Il giorno seguente, il Castello Reale di Sarre ha ospitato una masterclass condotta dal Master of Wine Gabriele Gorelli, dal titolo evocativo: “L’incontenibile leggerezza del Lambrusco”. Un viaggio attraverso tredici etichette emiliane per raccontare l’evoluzione e l’identità di un vino che oggi parla ad oltre 90 Paesi nel mondo, confermando la propria straordinaria versatilità gastronomica.

Castello di Sarre, Sala dei Trofei

La leggerezza come chiave di lettura contemporanea

Il concetto di “leggerezza”, vero fil rouge del WLD 2025, è stato protagonista anche della tavola rotonda ospitata al Cinema Alpino dello Skyway. Moderata dal giornalista Luciano Pignataro, ha visto confrontarsi chef, maitre sommelier, produttori e tecnici comunicatori su un tema tanto enologico quanto culturale: cosa significa oggi essere leggeri?

Il Lambrusco è uno dei vini più moderni che ci siano”, ha dichiarato Heinz Beck, sottolineando la sua bassa gradazione alcolica e la grande bevibilità. Paolo Griffa ha invece parlato della leggerezza come esperienza complessiva: “Oggi al ristorante si cerca un momento memorabile, dove accoglienza, territorio e qualità si intrecciano”.

Il maitre sommelier Pascal Tinari  (Villa Maiella, Guardiagrele CH) ha evidenziato come anche il servizio di sala debba rispecchiare questa filosofia: “Essere leggeri significa essere naturali, autentici, rispettosi del tempo dell’ospite”. A livello produttivo, Alessandro Medici ha fotografato un mercato sfidante, ma ricco di opportunità per un vino che sa parlare ai giovani, anche attraverso mixology e narrazione pop. “E’ essenziale fare squadra. Mandare un unico messaggio, in modo corale e unito, di un prodotto di qualità e contemporaneo che risponde alle attuali esigenze di mercato”.

Cinema Alpino, Skyway Pavilion

Lambrusco: pop, contemporaneo, autentico

Nel suo intervento, Cecilia Lombardini ha descritto il Lambrusco come “vino di convivialità, di spirito vivace”, mentre il MW Gabriele Gorelli ha invitato a preferire lo storydoing allo storytelling: “Il Lambrusco non ha bisogno di costruire un’identità: ce l’ha già. È uno dei pochi vini che non ha dovuto snaturarsi per essere attuale”.

Dal pubblico è emerso anche un pensiero critico: il Lambrusco ha perso quella “rusticità” che un tempo lo caratterizzava? Per la maggior parte sì, nel frattempo ha guadagnato in finezza e sfumature, anche grazie all’evoluzione e diffusione del metodo classico. Oggi, con una cucina che punta a piatti importanti ma digeribili, serve un vino capace di accompagnare senza sovrastare. Il Lambrusco, con le sue molteplici anime, si candida come risposta ideale.

Un brindisi alla leggerezza (vera)

Il World Lambrusco Day 2025 ha messo in scena molto più di un evento celebrativo. È stato un manifesto culturale, una dichiarazione d’intenti: riportare al centro un vino profondamente italiano, che sa stare al passo con i tempi senza perdere il legame con la sua terra che è una food valley, l’Emilia. Un territorio che può essere considerato la sintesi del made in Italy in quanto giusto mix di organizzazione, cooperazione ed empatia. E in un’epoca in cui tenere in mano un calice non è più necessariamente cool, il Lambrusco rilancia con una forza tutta sua: la capacità di farci sorridere, condividere, restare leggeri.

Monte Bianco a quota 3466