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Nella placida quiete di una calda domenica di giugno, il nostro viaggio enoturistico ci porta tra i Colli Orientali del Friuli, a pochi passi dalla Slovenia, nella valle del torrente Judrio: un angolo di confine dove il tempo pare seguire ancora i ritmi della natura e del vino. Qui sorge Antico Broilo, piccola azienda vitivinicola a conduzione familiare guidata da Massimo Durì, un enologo-artigiano “cesellatore di vini”.

Siamo a Prepotto, patria indiscussa dello Schioppettino, un vitigno autoctono che negli anni ’70 rischiò l’estinzione e oggi, grazie a produttori visionari, gode di una sottozona dedicata: la Doc Friuli Colli Orientali – Schioppettino di Prepotto (istituita nel 2008). In questo contesto unico, tra marne, argille rosse, microclimi ventilati e escursioni termiche marcate, Massimo Durì lavora i suoi vigneti con rigore biologico, passione e grande consapevolezza.

Una storia di famiglia e di terra

L’azienda affonda le radici in una tradizione familiare di quattro generazioni. Massimo cresce tra le vigne e le botti, accompagnato dal padre Giovanni e dalla madre Patrizia. Diplomato in agraria all’istituto Paolino d’Aquileia di Cividale, Massimo ha preso in mano la piccola azienda che oggi si estende su 6,5 ettari, distribuiti tra la sede principale e la frazione di Cialla, dove si coltivano i vitigni più vocati.

La filosofia aziendale è chiara: rispetto per la natura e per l’identità di ogni vitigno. L’azienda è certificata biologica, e in vigna si lavora solo con rame, zolfo e tanta manualità. Potature mirate, pochi grappoli per pianta, vendemmia manuale in cassette: tutto è pensato per esaltare la tipicità e la longevità dei vini.

Massimo Durì

Broilo, tra storia e terroir

Il nome “Broilo”, marchio registrato dal 1996, richiama gli antichi cortili friulani chiusi da muretti a secco, dove si coltivavano viti, alberi da frutto e orti familiari. Accompagnati da Massimo, attraversiamo la proprietà: qui troviamo vecchi filari di Tocai biotipo giallo di oltre 70 anni, rari biotipi di Pinot Nero, e naturalmente lo Schioppettino. I terreni, ricchi di marne e argille rosse, garantiscono drenaggio e mineralità, fondamentali per la qualità finale del vino.

Tecnica, tradizione e personalità

In cantina, Massimo adotta uno stile rigoroso ma mai rigido: fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, uso calibrato del legno (barrique e tonneau francesi), e affinamenti lunghi per le riserve. Ogni dettaglio è pensato per rispettare il vitigno e il millesimo.

I bianchi vinificano e affinano in vasche di cemento, che donano struttura e rotondità. I rossi, invece, riposano in legni selezionati: barrique per lo Schioppettino e Pinot Nero, tonneau per il Cabernet Franc, con tostature differenziate per varietà. Il risultato? Vini identitari, personali, mai omologati.

La degustazione: vini scolpiti con precisione

Friulano 2024 (Tocai Giallo)

Una produzione ridotta ma intensa. Dopo una settimana di macerazione e fermentazione spontanea, affina 6-8 mesi in cemento. Giallo intenso, profuma di pesca, prugna, fiori di campo e mandorla amara. Al sorso è avvolgente, sapido e fresco. Un vino che emoziona.

Ribolla Gialla 2024

Raccolta a maturazione perfetta, breve macerazione sulle bucce, otto mesi in cemento. Giallo paglierino dorato, profumi di mela golden, melone e tè verde. In bocca è fresco, sapido, con una leggera tannicità che dona profondità.

Schioppettino di Prepotto 2022

Selezione massale da vecchie vigne, fermentazione in cemento e affinamento in barrique di terzo passaggio per due anni. Rosso porpora, intenso di mora, pepe nero, liquirizia. Al palato è elegante, speziato, di grande equilibrio e potenziale evolutivo.

Cabernet Franc 2022

Da vecchi cloni a bacca piccola. Macerazione di 20 giorni, affinamento in tonneau per due anni. Rosso fitto, note di frutta scura e sottobosco, speziato, con tannini vellutati e una beva sorprendente. Un Cabernet di rara eleganza.

Pinot Nero Riserva 2021

Undici filari di tre biotipi francesi impiantati negli anni ’70. Dopo la fermentazione, due anni in barrique e un anno in bottiglia. Colore rubino tenue, naso complesso di mirtillo, erba sfalciata e spezie. Al palato è caldo, profondo, armonico. Emozionante.

Un futuro fatto di accoglienza e visione

Massimo Durì è un artigiano del vino, un vignaiolo-filosofo che lavora con umiltà e meticolosità. Ogni bottiglia è una piccola opera d’arte, una cesellatura identitaria che racconta il terroir, la famiglia, la passione. Il futuro dell’Antico Broilo si apre all’ospitalità: una nuova cantina e una sala degustazione più capiente sono in progetto, per accogliere enoturisti e appassionati in un contesto autentico, tra profumi, sapori e racconti di vite vissute in vigna.

Antico Broilo non è così solo una cantina: è un luogo dove il vino nasce dal silenzio delle colline, dal tempo lento della fermentazione naturale, dalla memoria di un territorio. Massimo Durì è il suo interprete sensibile, cesellatore di vino, che con mani ferme e cuore antico plasma il futuro del vino friulano.