Dopo aver dedicato gran parte della sua carriera all’esplorazione dei misteri della storia, dell’archeologia e della scienza, Roberto Giacobbo intraprende un nuovo viaggio, questa volta nel mondo del vino. Il noto giornalista, autore televisivo e scrittore presenta infatti Torreclava, un Primitivo in purezza nato nel cuore della Capitanata e frutto di un sogno coltivato a lungo.
«Avevo un sogno, realizzare un vino buono. Ho deciso di produrne uno quando ho conosciuto delle persone eccezionali, che hanno dei vigneti su terreni speciali coltivati sin dal tempo del Neolitico per la loro fertilità nella zona di Orta Nova», racconta Giacobbo.
Volto storico della divulgazione televisiva italiana, Giacobbo ha conquistato il pubblico nei primi anni Duemila con Voyager – Ai confini della conoscenza su Rai 2, per poi approdare nel 2018 a Mediaset con Freedom – Oltre il confine, programma che continua a indagare enigmi storici, scientifici e archeologici. Oggi, la sua naturale curiosità lo ha condotto verso la nuova sfida della produzione vitivinicola.
Il progetto prende forma nelle campagne di Orta Nova, nel Tavoliere delle Puglie, dove opera l’azienda agricola Terre di Maria, fondata dalla famiglia Faretra. Da anni l’azienda conduce i propri terreni secondo rigorosi criteri di agricoltura biologica, puntando sulla valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni.


Determinante è stato anche il legame familiare nato dall’unione tra Cataldo Faretra e Giovanna Giacobbo, figlia del giornalista. Da questa collaborazione è maturata la decisione di compiere un passo ulteriore: non limitarsi alla vendita delle uve, ma trasformarle in un vino capace di rappresentare l’identità del territorio, una delle aree più vocate della Puglia settentrionale. Tra i vitigni coltivati spiccano Nero di Troia, Primitivo e Susumaniello, varietà simbolo della tradizione enologica pugliese.
Torreclava nasce come un Primitivo 100% espressione del territorio e della filosofia produttiva dell’azienda. Un vino che, secondo Giacobbo, nasce anche da una particolare attenzione personale agli aspetti sensoriali del vino: «Lo bevo con immensa gioia, sapendo di avere un vino sano che la sera ti regala allegri e la mattina dopo lo ami».
L’iniziativa punta a valorizzare una zona che, secondo il giornalista, possiede caratteristiche ancora poco conosciute al grande pubblico. Pur avendo viaggiato in numerosi Paesi per il suo lavoro, Giacobbo individua nella Puglia una delle regioni italiane con il più alto potenziale nel settore agroalimentare e vitivinicolo.

Con Torreclava prende così forma un progetto che unisce l’esperienza agricola della famiglia Faretra e l’interesse di Roberto Giacobbo per la qualità delle produzioni del territorio, con l’obiettivo di portare sul mercato un vino strettamente legato alle caratteristiche della Capitanata.
Ed è su una delle terrazze più seducenti di Roma (la sua) che abbiamo anche degustato il Torreclava Gold, presentato in anteprima al Vinitaly: un sorprendente blend di Primitivo, Susumaniello, Nero di Troia e altri vitigni autoctoni, prodotto in sole 499 magnum numerate. Fresco e balsamico, morbido e succoso, sapido e lungo, un vino sinceramente di grande piacevolezza.


