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Partiamo da un dato di fatto.

Il commercio di vino sfuso rappresenta oltre un terzo del volume totale degli scambi vinicoli mondiali, con 32,99 milioni di ettolitri per un valore di 2,59 miliardi di euro ad un prezzo medio di 0,79 euro/l ( dati giugno 2024 -giugno 2025).

Nonostante un leggero calo del volume su base annua (-2,3%), il segmento del vino sfuso rimane più stabile rispetto a quello dei vini in bottiglia (-4,8%) e continua a resistere meglio alle fluttuazioni economiche globali. 

Rispetto ad altre categorie di vino, il vino sfuso ha registrato risultati solidi nella prima metà dell’anno, con un calo minore (-0,3%) rispetto agli spumanti che hanno registrato un -0,4% e i vini fermi (-3,1%). La Spagna rimane il leader nel commercio internazionale di vino sfuso, sia in termini di valore che di volume. Seguono Italia, Nuova Zelanda, Australia, Cile e Francia (che si colloca al 6° posto in termini di valore e al 9° in termini di volume).

Nel frattempo, tra i principali mercati importatori, il Regno Unito è in testa in termini di valore, mentre la Germania è al primo posto in termini di volume. A seguire  Francia, Stati Uniti e Italia. All’interno dell’Unione Europea, durante la prima metà dell’anno, le esportazioni di vini rossi e rosati sono aumentate del 3,4 %, mentre quelle di vini bianchi sono diminuite dell’1,4 %. 

Fin qui i dati emersi durante la World Bulk Wine Exhibition 2025 ( WBWE). Si tratta della fiera di Amsterdam che, oltre al vino, riflette anche l’aumento del commercio di distillati sfusi, trainato dalle distillerie che scelgono Amsterdam per aumentare le loro vendite internazionali. Produttori come Distilleria de La Tour (Francia), Angus Dundee Distillers (Regno Unito), Casa Maestri Tequila (Messico), O’Neill Vintners & Distillers (Stati Uniti), Distilleria de Labourdonnais (Mauritius) o Gekkeikan (Giappone) rappresentano lo slancio in questo segmento, guidato dalla ricerca di flessibilità, ottimizzazione dei trasporti e riduzione dell’impronta di carbonio.

La parola a Rodolphe Lameyse, CEO di Vinexposium

In un contesto caratterizzato dall’instabilità economica e geopolitica globale, dalla transizione ambientale e dal calo dei consumi, l’industria dei vini e dei distillati si trova in un momento cruciale. Tuttavia, al centro di queste tensioni, il vino sfuso emerge come un’eccezione degna di nota: resiste, innova e si posiziona come leva strategica per rimodellare i modelli di produzione e distribuzione su scala globale. Organizzata da Vinexposium, la World Bulk Wine Exhibition mette in risalto il dinamismo del commercio globale di vini sfusi e distillati. Ad Amsterdam oltre 240 espositori provenienti da 25 paesi e buyer da 60 mercati, che rappresentano quasi l’80% del commercio globale di vino sfuso. L’evento mette in luce le evoluzioni tangibili che stanno ridefinendo il mercato: i cambiamenti che stanno ridisegnando le catene di approvvigionamento, la logistica, i formati e la sostenibilità economica del settore, dal vino ai distillati, comprese le alternative a bassa gradazione alcolica e analcoliche. Il vino sfuso è oggi una strategia per la competitività, l’efficienza e la transizione. Attraverso le conferenze e le masterclass dell’Academy, il concorso IBWC e la presenza di nuovi attori provenienti da contesti diversi, WBWE 2025 racconta un settore in trasformazione, lungimirante e orientato al futuro. Di fronte alle sfide future, il nostro ruolo è chiaro: riunire le persone, informare e sostenere. La World Bulk Wine Exhibition è più di una piattaforma per gli operatori; è un osservatorio del cambiamento e un catalizzatore di innovazione al servizio dell’intero settore.”

La World Bulk Wine Exhibition si è dunque affermata come l’evento di riferimento a livello mondiale per i produttori e i buyer di vini e distillati sfusi provenienti da tutto il mondo. Una piattaforma commerciale e d’affari unica nel suo genere: Spagna, Francia, Italia, Cile, Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e Stati Uniti i principali produttori mondiali di vino sfuso. Nel corso di tre anni, la partecipazione di diversi Paesi produttori, tra cui Francia, Germania e Australia, è aumentata notevolmente, sottolineando il dinamismo del mercato globale di questo segmento. Anche Mauritius, Panama e Libano (uno dei Paesi produttori di vino più antichi al mondo), hanno annunciato la loro partecipazione. Con l’adesione di questi nuovi Paesi, la World Bulk Wine Exhibition consolida la sua importanza internazionale .

Vini rossi, bianchi e rosati, vini a denominazione, biologici e fortificati, vini spumanti, distillati, ma anche bevande a bassa gradazione alcolica e analcoliche o ready to drink: ogni categoria è presente alla World Bulk Wine Exhibition. L’ampiezza dell’offerta, che presenta prodotti e soluzioni innovativi in grado di ridurre notevolmente l’impronta di carbonio degli imballaggi ottimizzando al contempo i costi logistici, soddisfa perfettamente le esigenze di un settore alla ricerca di soluzioni competitive e sostenibili.

Resilienza del mercato. Dall’inizio dell’anno, le spedizioni di sfuso hanno registrato un leggero calo del 2,3% in volume, ma sono sostenute da un aumento del 2,1% dei prezzi medi, a 0,78 euro al litro. Queste cifre sottolineano la resilienza del vino sfuso in un panorama ricco di sfide (fonte: Del Rey AWM).

Una soluzione sostenibile e competitiva in termini di costi. In un contingenza economica pressante, il settore vinicolo globale sta attraversando una profonda trasformazione. Anche le preoccupazioni ambientali sempre più significative e la tendenza alla moderazione che si è manifestata negli ultimi anni nel settore delle bevande alcoliche stanno determinando l’evoluzione del mercato.

Diversificazione dell’offerta e dei formati. L’ascesa del No-Low alcohol, l’espansione delle bevande ready to drink e la diversificazione dei formati (bag-in-box, lattine, fusti) stanno guidando la crescita del mercato globale del vino sfuso. Le bevande analcoliche e a bassa gradazione alcolica rappresentano un mercato ancora di nicchia ma in rapida ascesa. Ciò grazie anche ai progressi nelle tecnologie di dealcolizzazione e agli investimenti in impianti dedicati, che consentono ai produttori di aumentare la produzione e migliorare la qualità. Le bevande pronte da bere e le lattine soddisfano inoltre le nuove esigenze dei consumatori in termini di novità e praticità. Questa nuova offerta, in crescita lenta ma costante, potrebbe essere una delle risposte al calo strutturale del consumo di vino e distillati tradizionali. Questi segmenti emergenti possiedono difatti il potenziale per poter conquistare una quota del mercato del vino e dei liquori nei prossimi anni.