Tra vigneti ai piedi delle Dolomiti, atmosfere frizzanti e degustazioni d’autore, la quarta edizione del Trentodoc Festival si è conclusa con circa 11.000 presenze e 168 appuntamenti. Nonostante il maltempo, l’energia del Festival ha invaso Trento e le sue cantine, trasformandole in un grande palcoscenico enoturistico, dove le “bollicine di montagna” hanno fatto da filo conduttore, in un format che ha offerto eccellenze enologiche, accoglienza, cultura e paesaggio in un’esperienza immersiva.
“L’aspettativa è che il Festival continui a rafforzare il legame tra il prodotto, le aziende e il territorio” – ha dichiarato l’assessore provinciale Giulia Zanotelli, sottolineando come il Trentino miri a entrare tra le prime cinque mete dell’enoturismo italiano. La strategia è chiara: qualità dell’accoglienza, apertura delle cantine al pubblico e valorizzazione delle esperienze autentiche, per porre il Trentodoc a simbolo internazionale del Metodo Classico di montagna. A rafforzare l’impegno istituzionale verso un’offerta turistica integrata e di livello, l’annuncio di un nuovo bando a sostegno della qualità ricettiva nelle aziende vitivinicole, per potenziare spazi e attrezzature dedicate all’ospitalità e alla degustazione.
“Il vino non è solo un piacere del palato, ma un bene culturale” – ha ricordato il direttore artistico Luciano Ferraro, salendo sul palco del Chiostro degli Agostiniani durante l’inaugurazione del Festival. “Trentodoc è la dimostrazione che si può parlare di qualità, spettacolo, letteratura e convivialità, tutto in un’unica formula vincente”. E in effetti, il Trentodoc Festival è un vero racconto multisensoriale che abbraccia il paesaggio delle Dolomiti, la passione dei produttori e la curiosità dei visitatori. Un’esperienza dove si incontrano anche artisti, chef, sommelier e intellettuali.
Interessante il riconoscimento internazionale ottenuto al Champagne & Sparkling Wine World Championships 2025, dove le etichette Trentodoc sono risultate le più premiate al mondo con 97 medaglie totali (35 ori e 62 argenti). “Un risultato storico” – ha commentato Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trentodoc – “che premia la qualità e l’impegno dei nostri 69 associati, capaci di produrre ogni anno oltre 12 milioni di bottiglie e di aprire le proprie porte anche nel pieno della vendemmia”.

Una delle esperienze più apprezzate durante lo svolgimento del Festival è stata quella firmata da Cantine Ferrari, che si è aggiudicata per l’ottava volta il prestigioso titolo di Sparkling Wine Producer of the Year. Nel corso della loro cena-evento , abbiamo potuto apprezzare alcune delle cuvée più iconiche delle vecchie annate.
Perlé Magnum 2013: finezza e profondità aromatica; mela renetta e note tostate con un finale ammandorlato di grande persistenza.
Perlé Magnum 2018: eleganza cremosa ed equilibrata; richiami di miele, pan di Spagna e agrumi su base gessosa.
Perlé Rosé Riserva Magnum 2017: un rosa antico dalla struttura vellutata; lampone, rosa, arancia candita su una delicata speziatura.
Perlé Magnum 2002 – Sboccatura Recente 2023 Archivio di Famiglia: raffinato ed aromatico; fiori, mela matura, note evolute di pasticceria e mandorla.
Perlé Nero Magnum 2005 – Sboccatura Recente 2025 Archivio di Famiglia : unico Blanc de Noirs della Maison, di rara complessità, intenso e profondo, elegante.
Ferrari Maximum Demi-Sec: morbido, fragrante, con note di frutta matura, pan brioche e spezie.
Un evento che ha confermato Ferrari come ambasciatore della migliore tradizione spumantistica italiana, capace di affascinare attraverso l’eccellenza del prodotto, la cura del dettaglio e la magia del luogo.

Altra esperienza suggestiva è stata quella presso la cava di porfido di Fornace. Nella Valle di Cembra, dove le vigne si aggrappano ai versanti e il porfido custodisce i segreti della terra, un’esperienza enoturistica senza precedenti ha celebrato l’anima più autentica del Trentodoc. Un connubio di suoni, profumi e gusto che ha incantato il pubblico in una scenografia naturale straordinaria. Organizzato da Visitvaldicembra, l’evento ha trasformato un luogo solitamente riservato al lavoro estrattivo in un palcoscenico emozionante. Non un semplice momento di assaggio, ma uno spettacolo immersivo, curato dal collettivo artistico Miscele d’Aria Factory, noto per trasformare ambienti inconsueti in spazi di poesia.

Nel silenzio rarefatto della cava, ogni dettaglio è stato pensato per coinvolgere i visitatori in un viaggio sensoriale completo: la voce calda e avvolgente di Aurora Endrici ha guidato il pubblico attraverso note di degustazione e suggestioni olfattive, mentre sullo sfondo risuonavano le melodie di Mozart, riarrangiate e interpretate dal vivo per l’occasione per un’esperienza che ha parlato non solo al gusto, ma anche all’anima. Sei le realtà vitivinicole protagoniste di questa degustazione: Cembra Cantina di Montagna, Corvée, Zanotelli, Tenuta Gottardi, MAN Spumanti, Villa Corniole.

Ognuna di queste cantine ha raccontato, attraverso i propri Trentodoc, l’unicità del terroir cembrano, fatto di escursioni termiche, suoli minerali e vigne eroiche. Le caratteristiche dei porfidi si riflettono nel calice attraverso verticalità, freschezza, sapidità e una tensione minerale che distingue queste etichette da tutte le altre produzioni del Metodo Classico trentino.
Il Festival è stato anche teatro di nuovi progetti come quello della cantina Endrizzi che ha presentato Paradice 2018, il Trentodoc che riposa nel ghiacciaio Presena a oltre 2000 metri di quota, prodotto in sole 1.500 bottiglie. Affinato per oltre 70 mesi, di cui 34 in una grotta glaciale naturale, questo spumante nasce dall’unione di Chardonnay e Pinot Nero coltivati su terrazzamenti di roccia dolomitica. Dopo una prima maturazione in cantina, le bottiglie vengono trasferite in un ambiente estremo ma stabile – buio, silenzio, freddo costante – dove il tempo sembra rallentare, incapsulando aromi e regalando al vino una finezza e una precisione sorprendenti.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il MuSe – Museo delle Scienze di Trento e il Consorzio Pontedilegno-Tonale, è un omaggio alla montagna e ai suoi sempre più fragili ghiacciai. Anche il packaging riflette una precisa filosofia: le custodie delle bottiglie sono realizzate con i teli protettivi dismessi del ghiacciaio, trasformati da REDO in oggetti sostenibili..
In un’Italia sempre più attenta al turismo esperienziale e alla qualità dell’offerta enogastronomica, il Trentodoc Festival si candida a essere un punto di riferimento nazionale. Non solo per le sue bollicine pluripremiate, ma per la capacità di mettere in scena un territorio intero che ha fatto della bellezza e della qualità il proprio tratto distintivo.