Quattro giorni intensi tra vigneti, cultura e innovazione: l’Abruzzo accoglie le protagoniste del vino italiano con incontri, degustazioni e riflessioni sul futuro del settore vitivinicolo.
C’è un’Abruzzo che accoglie, incanta e racconta. Ed è proprio questo scenario autentico e multiforme che ha fatto da cornice, dal 15 al 18 maggio 2025, alla Convention Nazionale dell’Associazione “Le Donne del Vino”, evento che ha visto oltre cento professioniste del settore — produttrici, sommelier, ristoratrici, giornaliste e comunicatrici — provenienti da tutta Italia, ritrovarsi con la Presidente dell’Associazione, Daniela Mastroberardino, per coltivare insieme “scenari futuri”.

Un viaggio sensoriale e umano che ha attraversato le quattro province abruzzesi — Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila — unendo eccellenze vinicole, bellezze paesaggistiche e momenti di confronto sulle sfide della contemporaneità: sostenibilità, innovazione, intelligenza artificiale e cambiamento generazionale.
Il benvenuto sulla Costa dei Trabocchi
Il sipario si è aperto sulla suggestiva Costa dei Trabocchi, dove le strutture su palafitte parlano di una civiltà marinara antica. Qui, tra le onde e le reti, il Trabocco Punta Cavalluccio ha ospitato la cena di benvenuto: piatti della tradizione marinara abruzzese abbinati ai vini delle socie della delegazione regionale, sotto l’attenta regia di Martina Danelli Mastrangelo, delegata Abruzzo, affiancata da Jenny Viant Gomez, consigliera nazionale.

Il cuore della Convention: il Cerasuolo d’Abruzzo

Fiore all’occhiello dell’evento è stata la masterclass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo DOC, vino simbolo del territorio e protagonista indiscusso della cultura enologica abruzzese. A guidarla, la giornalista sommelier Adua Villa, che con passione ha raccontato l’identità di questo rosato da uve Montepulciano: “Un vino di casa, quotidiano, sincero e versatile, capace di accompagnare la cucina di mare e di terra”.
Tra le etichette degustate, si sono evidenziate:
- Tenuta De Melis (Penne): Bardasce 2024, rosato vibrante e minerale.
- Cantine Mucci (Torino di Sangro): Valentino 2024, elegante come un tramonto sul mare.
- Tenuta I Fauri – Di Camillo (Ari): Baldovino 2024, autentico e senza filtri.
- Poderi Costantini (Città Sant’Angelo): Superiore 2024, fresco e morbido.
- Barone Cornacchia (Torano Nuovo): Poggio Varano 2024, vinificato in anfora, tra note floreali e acidità vibrante.
- Rabottini (San Giovanni Teatino): A Salire 2019, intrigante, maturo, con sentori di liquirizia selvatica.

Ogni calice, un frammento di territorio. Ogni storia, un pezzo di Abruzzo. (vedi degustazione in coda all’articolo)
Tra cantine storiche e luoghi simbolo
Il percorso è proseguito nelle storiche Cantine Bosco Nestore a Nocciano, poi alla Tenuta Masciarelli di San Martino sulla Marrucina, guidata da Marina Cvetic, e si è concluso con una cena al Castello di Semivicoli, dove il vino incontra l’arte del ricevere.

Il convegno all’Aquila: coltivare il futuro
Sabato 17, il momento di riflessione al convegno “Abruzzo, coltiviamo scenari futuri” presso il Monastero di San Basilio all’Aquila, moderato dalla giornalista Lara Loreti. Temi forti al centro del dibattito: digitalizzazione, benessere lavorativo, intelligenza artificiale e sostenibilità come chiavi per il futuro della viticoltura.
Un arrivederci con vista sulle colline teramane
La Convention si è chiusa in bellezza presso la cantina Abbazia di Propezzano, con la masterclass dedicata ai bianchi abruzzesi, condotta dal giornalista e critico Antonio Paolini. Una conclusione raffinata per un evento che ha saputo fondere l’anima profonda del territorio abruzzese con lo slancio e la visione delle donne che ne raccontano il vino, ogni giorno.
E l’Abruzzo si è mostrato per quello che è: un palcoscenico naturale per l’enoturismo consapevole e autentico, capace di unire memoria, passione e innovazione.

LA DEGUSTAZIONE
TENUTA DE MELIS – Penne (PE) – Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2024 Bardasce
Presente la produttrice Valeria Tatoni. Una famiglia legata al vino dal 1905, che gestisce assieme al fratello Stefano e a papà Carmine. Modalità di allevamento del Montepulciano è la tipica pergola abruzzese, il terreno composto da argilla e scheletro che favorisce il drenaggio idrico. Nel calice, colore rosato intenso che vibra verso la ciliegia matura, al naso un cestino di ciliegie, sbuffi di fragoline, al sorso ampia freschezza, sapidità e note minerali, intensità gusto-olfattiva.
CANTINE MUCCI – Torino di Sangro (CH) – Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2024 Valentino.
Fondata nel 1895, ora l’azienda è in mano a Aurelia Mucci e il fratello Valentino, seguendo la tradizione, con un occhio all’innovazione. Le vigne del Cerasuolo sono storiche. Dopo la raccolta delle uve, criomacerazione a freddo per alcune ore. Alla vista un rosa scarico, al naso note floreali e frutta rossa, ciliegia e melagrana, in bocca nota sapida ammandorlata, elegante e fragrante come un sorriso inatteso di un tramonto sul mare.
TENUTA I FAURI – DI CAMILLO – Ari (CH) – Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2024 Baldovino
La produttrice è la vulcanica Valentina di Camillo che rappresenta la terza generazione di viticoltori, doppia laurea e un sorriso contagioso, gestisce l’azienda assieme al fratello Luigi, sulle colline teatine alle spalle della Majella. I suoli dei suoi terreni sono composti da sabbia, argilla e limo; il tipo di allevamento è a tendone con esposizione a est per una ottimale ventilazione. Il Cerasuolo, ci racconta Valentina, non ha trucchi e non si nasconde, è autentico e pieno. Dieci ore di macerazione delle uve e maturazione in acciaio. Rosato intenso con sfumature di corallo, profumi di melagrana e fragole, in bocca spalla acida supportata da una bella sapidità, piacevole persistenza gusto-olfattiva.
PODERI COSTANTINI – Città Sant’Angelo (PE) Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Doc 2024 – Colline Pescaresi
Una bella storia di famiglia iniziata nel 1910, tra il Gran Sasso e l’Adriatico ad una altitudine di 300 mt, un microclima ideale per l’allevamento della vite per l’esposizione a sud-sudest, tanto sole e un minuzioso lavoro in vigna. Allevamento a spalliera e terreni argillosi. In vendemmia selezione manuale delle uve, fermentazione in acciaio a 18 gradi. Rosa salmone, sentori fruttati, beva fresca, vivace e sapida, piacevolmente morbido.
BARONE CORNACCHIA – Torano Nuovo (TE) – Cerasuolo Colline Teramane Superiore 2024 Poggio Varano
Caterina Cornacchia ha raccontato le sue origini: assieme al fratello Filippo sono alla
quinta generazione, le proprietà risalgono al 1488 quando vennero acquistati alcuni feudi, grazie all’assenso del re di Napoli Ferdinando I d’Aragona, dove tuttora si trova l’azienda. Zona vocata per la viticoltura con certificazione biologica e un approccio al biodinamico; il terreno è calcareo-pietroso con ottimo drenaggio. Nel 1969 il clone montepulciano R7 biotipo Teramano è stato selezionato dalla vigna della sua famiglia. Per il Cerasuolo in degustazione, viene selezionato il Montepulciano delle vigne migliori; fermentazioni spontanee , affinamento in anfora. Rosa Cerasuolo nel calice, note fiorite e fragoline, acidità vivace e persistenza ammandorlata.
AZIENDA AGRICOLA RABOTTINI – San Giovanni Teatino (CH) – A Salire Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2019
Presente la socia Isabella Iezzi: nel 2009 assieme al marito Massimo Rabottini ha scelto di condividere
un percorso di vita e di lavoro. Si tratta di un’azienda particolarmente attenta all’ecosostenibilità con
certificazione biologica e un approccio olistico in vigna. I vigneti sorgono sulle colline teatine con esposizione a sud-ovest verso il mare, l’allevamento a tendone risale agli anni ’60 con terreno calcareo-argilloso. IMacerazione sulle bucce per cinque ore prima del salasso, fermentazione spontanea senza solfiti con affinamento in acciaio a temperatura controllata. Un cerasuolo particolare, all’occhio una ciliegia dalla polpa rosso scuro, al naso note di ciliegia macerata con sentori di liquirizia, questo perchè la liquirizia selvatica cresce proprio sotto i vigneti. Al sorso frutto rosso maturo, fresco, intrigante e avvolgente.